“CARO LETTORE, LASCIA CHE TI RACCONTI CHI SONO.

E PER FARLO, DEVI CONOSCERE LA MIA STORIA.

SONO DIVENTATA RICERCATRICE E PSICOLOGA DEL LAVORO DOPO UNA SCELTA”

La prima volta che mi sono approcciata al mondo della psicologia, posso definirlo un caso.
Ho studiato Scienze Politiche e l’ho finita a fatica perché non mi appassionava e poi, una volta laureata, non sapevo più che fare.
Una cosa, però, la sapevo.
La filosofia mi piaceva. E mi piaceva al punto di seguirla, conoscerla, spogliarla, per apprezzarne ogni forma.
È così che ho scoperto l’indirizzo psicologico, ed è così che me ne sono innamorata.

Questo mondo per me ha significato iniziare a camminare su quella strada che avevo immaginato, con un gusto, una curiosità e una passione che non avevano precedenti.
Era come se non ne avessi mai abbastanza.

Certo è che quando procedi su sentieri così tortuosi, inizi a lavorare tardi.
Perché il tempo ha un valore e io questo, purtroppo, l’ho provato sulla mia pelle.
Iniziare ad usare le tue capacità fin da subito è importante perché puoi crescere più rapidamente e con più vigore. 

Secondo me, e questo l’ho capito dopo, non c’è niente che ti possa riuscire così bene se non è qualcosa che viene da dentro, che fa parte di te, delle tue passioni.

Ed è importante che questo avvenga, che questo senso di far bene le cose, quell’istinto a migliorarsi, provenga da noi, perché non c’è niente al mondo che possa appagare di più in quel senso…  

Quando ero bambina sognavo di fare il medico.
Mi piaceva l’idea di riuscire a prendermi cura di qualcuno, di una debolezza, di una qualche fragilità.

Quello che, invece, non mi piace affatto sono le cose prestabilite, quelle fatte per tradizione per intenderci.
Non mi piace fare le cose solo perché è abitudine fare così – che so, se ti sposi metti il vestito bianco. Odio quando dicono è una vita che si fa così, e allora devi fare così per forza.

Responsabile, affidabile, intellettualmente onesta, originale, ecco come mi descriverei se dovessi scegliere degli aggettivi.
Alterno momenti di disordine assoluto, a minuzie di tipo maniacale.
Amo i colori, così suggestivi da riuscire a cambiarmi l’umore.
Amo parlare con le persone, scoprirle, con un po’ di fortuna, conoscerle, e credo molto nell’amicizia.
Mi piacciono le persone spontanee, adattabili, versatili e curiose.
Credo sia un toccasana, soprattutto in quelle giornate buie, quel momento in cui la mitezza d’autunno cede all’inverno, quando è buio presto e il peggio sembra destinato ad arrivare.

Non sono disposta a scendere a compromessi sull’onestà e sulle bugie.
Preferisco la verità, anche nuda e cruda se necessario.
È qualcosa che ha a che fare con la fiducia, perché io sono sempre disposta a concederla, se poi uno la
tradisce, non è che mi metto a fare piazziate, non sono il tipo, semplicemente mi allontano.

Il mio tempo è prezioso, è prezioso anche quello degli altri ben inteso, però a me non piace l’idea di
sprecarlo con cose o persone che mi danno poco o a cui non riesco a dare molto.